L'illusione del multitasking

27 marzo 2015

Sintesi

L'articolo di oggi presenta in anteprima uno degli argomenti che presenterò tra qualche giorno al Workshop che terrò a SMAU 2015 come relatore. Uno dei più grandi ostacoli alla buona riuscita della tua strategia di marketing, spesso sei proprio tu.

 

A SMAU 2015, il 1° aprile, avrò il piacere di presentare come relatore il workshop "La strategia della stazione". Oltre al piacere è ovviamente anche un onore ed una responsabilità nei confronti non solo di chi mi ha scelto come relatore, ma anche e soprattutto nei confronti di chi parteciperà al workshop.

Workshop che ha registrato già da qualche giorno il tutto esaurito con mia grande soddisfazione. La scelta del tema del workshop non è stata certo facile. Da un lato non volevo proporre temi già visti e rivisti come ad esempio l’importanza di Facebook nella strategia di marketing di un'azienda.

Dall’altro volevo mantenermi fedele alla linea di questo blog e del mio libro "Ascoltare 9 principi per raggiungere i tuoi obiettivi di business e non".
Non volevo parlare degli argomenti del momento (ci sono già abbastanza blog incentrati su questi ultimi), ma di questioni legate alla mia esperienza personale, cercando di rispondere ai non addetti ai lavori su questioni pratiche e legate alla vita lavorativa, e non, di tutti i giorni.

Ho sempre ritenuto lo studio e l’approfondimento, come un elemento cardine della mia professionalità. Studio non limitato esclusivamente al marketing, ma a tutto quello che è comunicare, o meglio ancora, tutte le risorse messe a disposizione oggi per poter comunicare al meglio un messaggio ad una determinata nicchia di pubblico. Questo significa approfondire aspetti psicologici, di grafica, di esperienza dell’utente, di fruibilità, di conoscenza della tecnologia che sottende ai mezzi di comunicazione (nel mio caso il web), e così via…

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Ho così ritenuto che SMAU 2015 potrà essere il palco perfetto per dare sfogo ad una serie di argomenti a cui mi sto dedicando con dedizione e passione da qualche tempo. Da circa un paio di anni infatti mi sono concentrato molto sugli aspetti psicologici del marketing, passando dalla Teoria del colore di Luscher, agli inganni della mente fino ai meccanismi che ci permettono di raggiungere un obiettivo che ci preffiggiamo.

L’argomento che ritengo estremamente interessante è che voglio proporre parte da questo assunto: il multitasking è un’illusione della nostra mente.

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Entrando a far parte della vita di tutti i giorni, PC, tablet e smartphone apparentemente ci hanno abituato a compiere più azioni contemporaneamente. In realtà più che parlare di multitasking dovremmo parlare di task-switching e cioè della capacità che abbiamo sviluppato di passare da una cosa all’altra molto velocemente. In effetti, se ci pensi, anche se il tuo PC ti permette di aprire più programmi contemporaneamente (client di posta, l’editor di testo, il browser sul sito preferito, il player per la musica, e così via), non compiamo più azioni contemporaneamente, ma bensì passiamo da un software all’altro.

Come ho illustrato nel mio libro "Ascoltare", considerato l’ambiente in cui l’uomo si è evoluto (non certo in un ufficio ma nelle praterie africane), potremmo pensare che il nostro cervello sia proprio adatto per il multitasking. Del resto chi di noi potrebbe sopravvivere nella giungla se non fossimo attenti ai mille pericoli che li si celano?

In realtà il nostro cervello nonostante si sia evoluto in un ambiente che offre mille stimoli differenti, e soprattutto una pluralità di pericoli, non è adatto al multi tasking. In un recente studio pubblicato nel libro di Daniel J. Levitin "The Organized Mind: Thinking Straight in the Age of Information Overload" si afferma che: "Il multitasking ci rende meno efficienti e comporta un vero e proprio esaurimento delle funzioni cerebrali", e prosegue: "Il tipo di spostamento rapido e continuo che operiamo con il multitasking, fa sì che il cervello bruci il combustibile così rapidamente che ci sentiamo esausti e disorientati anche dopo breve tempo".

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Un altro scienziato del MIT, Earl Miller, in un suo studio afferma "il nostro cervello non è cablato bene per il multitasking… Quando la gente pensa di fare multitasking, in realtà sta solo passando da un compito ad un altro molto rapidamente. E ogni volta che lo fa, c’è un costo cognitivo… Anche se pensiamo cha stiamo facendo un sacco di cose, ironia della sorte, il multitasking ci rende palesemente meno efficienti."

Glenn Wilson, uno psicologo di fama mondiale, ha scoperto come ad esempio trovarsi in una situzione in cui si sta cercando di concentrarsi su un compito e si ha ad esempio una e-mail non letta nella posta in arrivo, può ridurre il QI (Quoziente intellettivo) effettivo di 10 punti. Ha definito questo stato: infomania.

Ti aspetto quindi al mio workshop. E se non puoi partecipare, potrai leggere a questo link una sintesi e fruire delle slide che proietterò.

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