Perché un buon leader deve leggere libri di fantascienza

4 agosto 2017

  

Sintesi

Google, Apple e Microsoft consigliano ai propri dipendenti di leggere libri di fantascienza. Lettura obbligatoria anche per chi vuol essere un buon leader!

 

Quando i cavalli non erano il problema

Alla fine del XIX° secolo l'aria di New York City era caratterizzata da un particolare odore, quello dello sterco di cavallo. Circa 150.000 cavalli ogni giorno nell'isola di Manhattan erano impiegati per trasportare persone e merci di ogni tipo.
Si è stimato che ogni mese la produzione di letame fosse di circa 45.000 tonnellate, il quale era normalmente accatastato a bordo strada o nei lotti di terreno non ancora edificati.

Nel 1898, in occasione della prima "Global Urban Planning Conference", urbanisti da ogni parte del mondo furono invitati a proporre una soluzione ottimale per riuscire a gestire questa situazione.
Situazione che quattro anni prima aveva portato i principali quotidiani anglosassoni a chiamare il fenomeno "Great Horse Manure Crisis of 1894".

Dalla conferenza non emersero soluzioni, semplicemente perché nessuno era stato capace di individuare una situazione alternativa ai cavalli come mezzo di trasporto.

Appena quarant'anni dopo i cavalli saranno soppiantati dal trasporto su gomma scongiurando la potenziale "crisi dello sterco".

Anche se gli urbanisti del XIX° secolo avessero avuto a disposizione i big data, l'intelligenza artificiale e le moderne teorie di gestione della città, non avrebbero comunque potuto risolvere il problema dello smaltimento dello sterco.
Il motivo è che nonostante i dati, le più moderne conoscenze, avrebbero semplicemente confermato le loro idee, la loro visione del problema. La soluzione del problema richiedeva fondamentalmente un'azione di "innovazione", un salto di paradigma .

Un nuovo punto di vista

La fantascienza sarebbe potuta venir loro in aiuto, come può oggi aiutare ognuno di noi a guardare qualsiasi problema sotto una luce differente. Quando si parla tra non appassionati di fantascienza si pensa ad astronavi e ad alieni. Chi conosce la fantascienza sa bene invece che si tratta di un genere che va ben oltre i viaggi intergalattici.
La fantascienza offre realtà alternative, che ci spingono a porci delle domande sulla nostra vita, sul nostro modo di pensare e soprattutto perché pensiamo in un determinato modo.

Gli autori di fantascienza spesso ci spingono a capire quanto lo status quo sia fragile, e soprattutto ci fa comprendere come il nostro futuro sia plasmabile proporzionalmente a quanto sia malleabile la nostra visione del futuro stesso.

Daniel Suarez nel suo romanzo Change Agent descrive un futuro prossimo nel quale la biologia sintetica è entrata in ogni ambito dell'economia e della società civile. Singapore ha surclassato la Silicon Valley e il governo federale è impegnato a contenere la fuga di cervelli, mentre i bambini nati con un DNA puro sono la questione sociale del momento (CRISPR).

Nel romanzo Infomocracy, l'autore, Malka Older, esplora come l'informatizzazione cambia la vita delle istituzioni pubbliche nel momento in cui diviene il supporto al sistema di voto.

Kim Stanley Robinson nel suo New York 2140 descrive una città sommersa dall'acqua a causa dell'innalzamento dei mari e dove il mercato immobiliare ha saputo evolversi ed adattarsi a questa nuova condizione. La popolazione mondiale si è concentrata in megalopoli costringendo a ripensare il sistema delle infrastrutture.

Nella raccolta di racconti Children Of The New World di Alexander Weinstein i social media sono protagonisti della vita quotidiana delle persone.

William Gibson, nel suo capolavoro Neuromancer del 1984, conia il termine cyberspazio e immagina quello che oggi è diventata realtà: la rete. Neal Stephenson con il suo The Diamond Age ha ispirato Jeff Bezos nella creazione del suo Kindle. Mentre con il suo ancor più noto Snow Crash ha ispirato Sergey Brin nelle sue intuizioni sulla realtà virtuale.

Infine non è difficile capire come i comunicatori utilizzati nella serie televisiva Star Trek abbiano anticipato di decenni gli attuali smarthone, ispirando il nome del famoso cellulare della Motorola: lo StarTAC.

Anche se la fantascienza si dedica spesso a descrivere il futuro dell'uomo, nella gran parte dei casi è solo anticipatrice di un "presente prossimo". Il romanzo 1984 di George Orwell oggi è considerato un vero e proprio testo profetico.

L'utilità della fantascienza non sta nella sua capacità profetica o predittiva. È utile perché ci stimola a guardare la nostra realtà da nuovi e/o alternativi punti di vista. Nello stesso modo in cui il viaggiare o la meditazione ci stimolano a mettere in discussione noi stessi e le nostre convinzioni.

Il salto di paradigma

Chiunque aspiri ad essere un leader deve essere capace di compiere "salti di paradigma", cioè deve essere capace di cambiare punto di vista e saper analizzare qualsiasi condizione senza pregiudizi (vedi a riguardo l'articolo Favorire i cambiamenti di mentalità).

I pregiudizi, i preconcetti, sono difficili da allontanare, perché sono molto utili. Ci forniscono delle scorciatoie mentali per affrontare la nostra quotidianità. Ci rendono più efficienti e produttivi per certi aspetti. Il problema è che non si evolvono assieme al mondo, una volta che un preconcetto, un pregiudizio, si è formato, rimane costante e fisso nel tempo.

La fantascienza è uno stimolo prezioso a mantenere una mentalità aperta. Non a caso aziende come Google, Microsoft e Apple stimolano i dipendenti a leggere libri di fantascienza.

Liberare la nostra mente, esplorare il futuro per trovare risposte per il presente, ci permette di capire che l'immaginazione è più importante della capacità di analisi. Il grande Albert Einstein intervistato da George Sylvester Viereck per il The Saturday Evening Post (26 October 1929) affermò che:

"L’ immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’ immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso, facendo nascere l’ evoluzione."

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