2 giugno, festa della Repubblica e del marketing

2 giugno 2017

  

Sintesi

I simboli della Repubblica Italiana sono a tutti gli effetti dei marchi, che rispondono perfettamente ai 9 principi del marketing che da tempo illustro nei miei articoli, nei miei libri e nei seminari che tengo.

 

Cosa centra il marketing con la festa della Repubblica del 2 giugno? Giornata dedicata come tutti noi sappiano al ricordo in cui gli italiani il 2 e 3 giugno del 1946 attraverso un referendum a suffragio universale scelsero come forma di governo la Repubblica anziché la Monarchia?

Il marketing fa parte della nostra vita quotidiana. Quando andiamo a fare la spesa ci dobbiamo confrontare con i messaggi dei marchi (più o meno famosi) dei prodotti che acquistiamo. Quando guardiano un qualsiasi programma in televisione i "consigli per gli acquisti" non si fanno attendere.
Se sfogliamo un quotidiano, una rivista o navighiamo online, i messaggi promozionali sono ovunque.
Il marketing però è anche presente nei simboli che identificano la Repubblica.

La Repubblica Italiana, come ogni altra Nazione, ha dei simboli precisi che la identificano, simboli che sono a tutti gli effetti dei brand, dei marchi. Tra i più importanti il Tricolore, l'Emblema, l'Inno e lo Stendardo (a tal proposito puoi scaricare l'e-book gratuito realizzato dal Segretariato generale della Presidenza della Repubblica dal sito del Quirinale I simboli della Repubblica).

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Questi simboli del nostro Paese sono a tutti gli effetti dei marchi perché hanno la capacità di creare nella mente del loro fruitore uno preciso stato emotivo. Essi sono capaci di trasmettere un carico di valori che ogni cittadino della Repubblica Italiana è in grado di percepire. In particolar modo hanno la forza di accomunare, di unire, tutti gli italiani (ovunque essi siano).

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Mentre il Tricolore, l'Emblema e lo Stendardo sono marchi che hanno una loro rappresentazione grafica ben precisa (complessa e carica di simbolismo), l'Inno Nazionale, o meglio il Canto degli italiani, è una canzone, un inno, immateriale, un assieme di parole capace però di esercitare se non la medesima forza, una forza maggiore di tutti gli altri simboli messi assieme. Una sorta di collante in grando di tenere assieme tutti i simboli della Repubblica.

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Questi simboli attraverso il tempo hanno esercitato e continuano ad esercitare la loro influenza su tutti gli italiani, e sono un perfetto esempio di come applicare ed utilizzare i principi del marketing.

Questi simboli esercitano la loro influenza su una nicchia precisa di persone: gli italiani (principio primo del marketing), possiedono un'identità forte e chiara (principio secondo del marketing), hanno una loro precisa rappresentazione grafica (principio terzo del marketing), hanno delle credenziali di tutto rispetto (principio quarto del marketing), hanno una capacità evocativa unica nel loro genere (principio quinto del marketing), la loro notorietà non è dettata da una campagna di advertising ma all'essere patrimonio collettivo di una Nazione (principio sesto del marketing), sono i simboli che identificano la nostra cultura in tutto il mondo (principio settimo del marketing), sono "quasi" immutabili (principio ottavo del marketing) e vivranno fino a quando vivrà la cultura italiana (principio nono del marketing).

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C'è infine un altro aspetto su cui voglio soffermarmi. Il 2 giugno è una festa, un giorno in cui si festeggia la Repubblica ed i suoi valori. Primo tra tutti la libertà.

Libertà di poter essere sè stessi, potendo esprimere le proprie idee senza dover temere di essere condannati per queste (ovviamente sempre che queste non siano contrarie ai principi della Repubblica e della sua Costituzione). Senza questa libertà non esisterebbe la comunicazione nel suo senso più intimo della parola, e senza comunicazione non esisterebbe il marketing. La comunicazione sarebbe propaganda di Stato, il marketing smetterebbe di esistere, in quanto verrebbe a mancare il suo oggetto di studio: il comportamento libero delle persone.

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La festa della Repubblica è doverosamente la festa di noi italiani per eccellenza, ma anche una festa che deve manifestare la nostra gioia nell'essere consapevoli di essere liberi di poter comunicare, tresmettere le nostre idee, e cioé l'essenza stessa di noi stessi, a chi vogliamo quando vogliamo.

Sono un cittadino della Repubblica italiana e grazie proprio a questo posso praticare "l'antica arte" del marketing, cioè ho la libertà come ogni altro cittadino della Repubblica di essere me stesso.

Chiudo questo articolo con un cortometraggio realizzato per raccontare come le parole del "Canto degli Italiani" sono nate.
Buona Festa della Repubblica a tutti!

Il Canto degli Italiani - Le Origini

 

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