Distrazioni? No grazie

12 aprile 2017

  

Sintesi

L'anno scorso, sia nei seminari che ho tenuto che in queste pagine, mi sono soffermato su quanto le distrazioni ci possono costare tempo, denaro e come possono incidere negativamente sulla qualità del lavoro.

 

Marketing: metodi che funzionano

Cosa fare per ridurre al minimo le distrazioni nei luoghi di lavoro rumorosi? Negli ambienti "open space" che tanto sono andati, e vanno, di moda?

Come ho scritto nell'articolo Le minacce interne al marketing o nell'articolo Perché il marketing non fa crescere il tuo business?, è fondamentale per il successo della strategia di marketing che ci sia un clima ottimale in azienda. Questo per permettere a tutti di esprimere il proprio potenziale.

Ecco allora quattro semplici consigli, che se messi in atto (assieme o singolarmente) possono favorire la concentrazione e ridurre i fattori di disturbo, e quindi di distrazione.

Quando abbiamo un lavoro da svolgere, soprattutto se complesso, le interruzioni e le distrazioni sono spettri che ci aleggiano attorno e che temiamo si manifestino da un momento all'altro.
E-mail, telefonate, il collega che chiede "una domanda al volo", il rumore prodotto da coloro che ci stanno attorno, possono rendere la nostra giornata lavorativa un vero e proprio inferno, ma soprattutto sottrarci ore preziose di lavoro.
È possibile però mettere in atto dei piccoli accorgimenti per ridurre il più possibile i fattori di disturbo.

METTERE UN SEGNALE
Gli Hotel forniscono un apposito cartello da appendere all'esterno della porta della camera per segnalare a chi deve effettuare le pulizie di non disturbare. Allo stesso modo è possibile utilizzare un segnale visivo di questo tipo per far capire che non si deve essere disturbati. A tal proposito possiamo pensare ad Ashleigh Hansberger, co-fondatrice di We Are Motto, la quale ha adottato un segnale del tipo "attenti al cane" quando non vuole essere disturbata dai propri collaboratori.

PARLA CON LE CUFFIE
Utilizzare cuffie vistose (quelle che coprono l'intero padiglione auricolare per intendersi) può essere un segnale molto forte ed immediato. Oltre a far capire che si sta cercando di concentrarsi, quel tipo di cuffia aiuta ad isolarsi dai rumori che ci circondano (diminuendo le distrazioni).

PROGRAMMA LE INTERRUZIONI
Al Levi, famoso per il suo libro "The 7-Power Contractor", ha stabilito delle interruzioni programmate del suo lavoro durante la giornata, per poter rispondere ai problemi ed alle richieste dei collaboratori.
Questo sistema gli ha permesso di gestire le richieste (non urgenti) con minore tempo e con una maggiore concentrazione. Inoltre questo sistema ha portato i dipendenti della sua azienda a risolvere la gran parte dei problemi prima dell'incontro programmato.

CREARE UN SISTEMA
Kurt Steckel, CEO della Bison Analytics, ha introdotto in aziende quello che definisce il metodo del "paranco".
All'inizio di ogni giornata è organzzata una rionione di mezz'ora per poter rispondere alle esigenze dei dipendenti. Se invece la domanda non può aspettare fino alla riunione del mattino seguente, Steckel ha stabilito che si deve ricorrere all'invio di una e-mail, se la risposta può essere data entro 4 ore.
Se invece il problema richiede una risposta veloce si utilizzano software come SkyPe o Slack per inviare un messaggio istantaneo ed avere una risposta in poco tempo.
Se invece c'è una vera e propria emergenza si ricorre all'uso del telefono.

Scegliere di attribuire il giusto valore alle richieste, costringe il dipendente ha capire quanto veramente urgente è la sua domanda.
Inoltre, quando ce n'è veramente bisogno, permette ai dipendenti di ottenere risposte più veloci quando ce n'è veramente bisogno.

Marketing: in conclusione

Uno dei concetti a me più cari, semplici e quasi "banale", è che se un'azienda non crea prima delle condizioni ottimali al proprio interno, nessuna strategia di marketing potrà realmente elevare il valore del marchio che la rappresenta.

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