Il cellulare ci rende stupidi?

21 febbraio 2018

  

Sintesi

Gli studi continuano e sembrano convergere tutti su un punto, la semplice presenza dello smartphone può ridurre la nostra capacità cognitiva.

 

Gli studi sugli effetti degli smartphone sulla nostra vita quotidiana si susseguono e non conoscono sosta. Se ancora non è possibile affermare in modo certo che gli smartphone possono costituire un pericolo per la nostra salute, sicuramente sono diventati uno dei fattori principali di distrazione nella vita quotidiana (puoi leggere l'articolo "È nata l'economia della distrazione").

La nostra capacità cognitiva e le capacità del nostro cervello si riducono significativamente quando il nostro smartphone è a portata di un colpo d'occhio e ancor di più se è a portata di mano. Anche se lo smartphone è in modalità aereo o è spento.
Questo secondo un recente studio condotto da dei ricercatori della University of Texas di Austin.

La ricerca intitolata "Brain Drain: The Mere Presence of One’s Own Smartphone Reduces Available Cognitive Capacity" è stata pubblicata sul Journal of the Association for Consumer Research.

Durante questo studio i ricercatori hanno scoperto che la capacità di una persona di elaborare le informazioni migliora significativamente se lo smartphone si trova in un'altra stanza.
Il test ha poi rilevato che chi manteneva il cellulare in tasca o in una sacca, otteneva migliori risultati rispetto a chi teneva il cellulare sul tavolo a portata d'occhio. Questo nonostante il telefono fosse spento e a faccia in giù.

La sola presenza, la sola vista dello smartphone, sembra innescare nel nostro cervello meccanismi di distrazione, esaurendo velocemente le limitate risorse cognitive di cui disponiamo (puoi leggere a riguardo l'articolo "Stop multitasking").

Nel giugno 2016, un altro studio, ha stabilito che in media interagiamo con lo smartphone circa 85 volte al giorno. Nel suo libro "The Future of Happiness", Amy Blankson riferisce che tocchiamo il display del nostro cellulare almeno 150 volte nell'arco di una giornata.

Imparare a non distrarsi

Ti è mai capitato di distrarti, di provare difficoltà nel concentrarti, perché sentivi la voglia di prendere in mano il cellulare e di controllare le varie notifiche? A me si. Per quanto mi riguarda sono riuscito fin da subito a prendere coscienza di questa condizione.
Ho quindi adottato una serie di "stratagemmi" e assunto delle abitudini per impedire alla mia mente di indurmi in tentazione (puoi leggere a tal proposito l'articolo "Lo Zen e la nostra mente").

Innanzi tutto in alcune fascie orarie del giorno il cellulare va in modalità "non disturbare", mentre durante la notte va in modalità "aereo". In secondo luogo ho personalizzato le suonerie delle notifiche al fine di riconoscere se arriva un messaggio di WhatsApp, un SMS, una e-mail, una notifica da un social.
Questo per riuscire a dare la giusta priorità ai differenti canali di comuncazione di cui un cliente si può avvalere.

Tutto questo perché ho deciso che WhatsApp, SMS, facebook messenger non sono un canale ufficiale di comunicazione con i clienti. Se un cliente ha un urgenza può telefonare, mentre se la sua richiesta non è urgente può inviare una e-mail.
Questo non significa che non rispondo ad un cliente qual ora dovesse contattarmi attraverso canali differenti dal telefono e dall'e-mail, ma il cliente non può e non deve aspettarsi una risposta immediata.

Scegliere il giusto canale per comunicare

È nostro compito far comprendere ai clienti che quando "imponiamo" degli orari e dei canali di comunicazione è per offrire loro un servizio migliore. Più infatti riusciamo a contenere le distrazione e più la qualità del nostro lavoro migliora.

Ovviamente ogni realtà imprenditoriale sceglie i canali di comunicazione più idonei per comunicare con i clienti. Se i servizi/prodotti che offro sono di primaria importanza per il business dei clienti può anche essere giustificato che si offra assistenza a questi ultimi anche di notte.
Per quanto mi riguarda ritengo che i problemi che un consulente di marketing affronta e risolve per i clienti, non giustificano urgenze tali da dover rispondere il giorno di Natale o alle 3:00 del mattino.

In secondo luogo non prediligo i "messaggi" (SMS, WhatsApp, SkyPe, Facebook Messenger) come strumento di comunicazione per via della loro natura ambigua. Non sono stati concepiti per forme di comunicazione lunghe (anche se poi nel quotidiano questo avviene sempre più spesso), e soprattutto un messaggio scritto privo del tono e dell'intensità della voce lascia spesso spazio a fraintendimenti ed equivoci.

Ho anche scelto di consultare i social network solo in determinati momenti della giornata, in cui mi concentro totalmente sulla loro gestione. Consultare spesso i social non solo è fonte di distrazione e di consumo di energie cognitive, ma di fatto porta a perdere molto tempo (leggi a riguardo l'articolo "Il marketing, twitter e lo sforzo cognitivo").

In poche parole mi sono letteralmente "allenato" a non farmi distrarre dallo smartphone, che durante la giornata è si sulla mia scrivania, ma alle mie spalle lontano dalla mia vista.

Benefici

La ricerca condotta da Adrian Ward della "McCombs School of Business at The University of Texas at Austin" mostra quanto sia importante tenere fuori dalla portata dei nostri occhi lo smartphone possa apportare notevoli benefici alla nostra vita quotidiana, e soprattutto alle nostra relazioni sociali.

Ward ha condotto due esperimenti che hanno coinvolto 800 persone. Nel primo esperimento ai partecipanti è stato chiesto di condurre un test che richiedeva un notevole sforzo di concentrazione. Ai partecipanti è stato chiesto di mettere i cellulari in modalità aereo. Poi in modo casuale ad alcuni partecipanti è stato chiesto di lasciare il cellulare in un'altra stanza, ad altri di metterlo a "faccia in giù" e ad altri di metterlo in tasca.

Come ho già scritto, chi aveva lasciato il cellulare in un'altra stanza ha ottenuto risultati migliori nel test.

Il secondo esperimento ha cercato di stabilire se coloro che risultavano fortemente dipendenti dal cellulare, e quindi in generale ottenevano performance basse nei test di concentrazione, una volta che si liberavano dello smartphone lasciandolo in un'altra stanza, riuscivano a migliorare le loro prestazioni.

Ward ha così formulato il seguente postulato: "più il nostro smartphone è a portata di vista e minori sono le nostre capacità cognitive di concentrazione".

Un altro aspetto importante emerso dalla ricerca è che non è importante che il cellulare sia acceso o spento, che sia a "faccia in giù" o nei paraggi. Il nostro smartphone per non distrarci deve essere lontano dalla portata dei nostri occhi e soprattutto dalla percezione della nostra mente.

Vuoi suggerimenti gratuiti per catturare l'attenzione, chiudere vendite e aumentare la tua influenza?

 

BrioWeb
E-mail: info@brioweb.eu
Centralino 3515550381
Piazza IV Novembre, n. 22
30030 Cazzago di Pianiga (VE)

Consulenze
Marketing
Leadership
Coaching

Tutti comunicano, comunicare non è da tutti
Dove Marketing
Psicologia
Mindfulness e
T'ai Chi Ch'üan
si incontrano e si fondono

P.IVA 03853870271 | Informativa sulla Privacy, Cookie e Copyright | Mappa del sito | © 1999 - BrioWeb

P.IVA 03853870271 | Informativa sulla Privacy, Cookie e Copyright | Mappa del sito | © 1999 - BrioWeb