Il lato oscuro dello schermo

19 dicembre 2018

  

Sintesi

I grandi autori della fantascienza ci hanno avvisato con le loro opere delle implicazioni negative dello sviluppo tecnologico. La nostra vita è una fonte preziosa di informazioni per chi si occupa di marketing, e non tutti i consulenti di marketing sono disposti ad agire nel rispetto del consumatore. Oggi l'attuale capacità di analisi dei dati offerta dall'intelligenza artificiale costituisce una tentazione così forte che resistere non è affatto facile.

 

Nell'articolo "Come il GDPR cambia le strategie di marketing", ho affrontato come è possibile attuare una strategia di marketing nel rispetto della norma, e quinidi della riservatezza delle persone.

Come consulente di marketing credo fortemente che sia possibile attuare una strategia di marketing nel rispetto delle persone, senza dover superare per forza quella sottile linea rossa che porta dall'arte della persuasione all'arte dell'influenzare con l'inganno.

In un episodio del 2016 della serie televisiva Black Mirror, la società è descritta come fosse un enorme social network. Ognuno ha un punteggio, un rating personale, che è composto dai like positivi o negativi che riceve. Se il mio abbigliamento, il mio comportamento in pubblico, se le mie parole non piacciono, ognuno può penalizzarmi con la sua valutazione. E quel mio punteggio, la sintesi della mia reputazione, deciderà quale auto posso noleggiare, chi posso frequentare, quali acquisti posso fare. Il punteggio social diventa il mio destino. Per chi non ha una reputazione social, perché non riesce ad averla o la rifiuta, non c'è che darsi alla macchia, scomparire.

Ne il "Il fu Mattia Pascal" Pirandello scrive: "nulla s’inventa, è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà". In poche parole, la realtà supera spesso la fantasia.
Infatti è da qualche anno oramai che si è incominciato a parlare del sistema di "rating sociale" che il governo cinese sta pensando di adottare per valutare i propri cittadini (esattamente come nella puntata della serie televisiva Black Mirror).
A seconda della loro attività sui social network, della cronologia di navigazione (quali siti si visitano, per esempio), della regolarità nei pagamenti delle bollette, dell’affitto, del mutuo, delle eventuali condanne e così via, si potrebbe finire in una sorta di classifica che dovrebbe distinguere i "buoni" dai "cattivi".
La realtà ha ispirato la fantasia? O la fantascienza prevede il futuro?

"1984" di George Orwell, "The Truman Show" di Peter Weir, sono solo alcuni esempi di come la fantascienza ha raccontato cosa può succedere se la tecnologia offre la possibilità di controllare, monitorare, la vita delle persone.

È quello che io chiamo il lato oscuro dello schermo. I dispositivi come smartphone, smartwatch, PC, smart TV, ed altri dispositivi stanno consentendo sempre di più la nascita di quello che chiamiamo internet delle cose (internet of things). Che se da un lato permetterà a tutti noi di migliorare la propria vita dall'altro potrebbe costituire l'occasione per cui la nostra intera esistenza potrebbe essere monitorata e tracciata in ogni suo aspetto.

La "mentalità da social network" sta plasmando le menti delle persone e le sta abituando senza che se ne rendano conto a percepire le altre persone come un titolo di borsa assoggettato al gradimento di un anonimo mercato-mondo. Solo che qui il mercato, cioè il giudice collettivo e impersonale, è il "regime" o la "multinazionale" che ha in mano le redini del mercato stesso.

Stiamo perdendo sempre di più di vista il confine tra visibilità della nostra vita pubblica e della nostra vita privata. Una linea di demarcazione che i social hanno di fatto cancellato, sdoganando l'idea che qualcun altro possa analizzare e sapere tutto della nostra vita.

Un esempio di questa condizione è l'imminente introduzione del sistema di fatturazione elettronica. Senza l'intervento del Garante della Privacy a partire da gennaio l'Agenzia delle Entrate avrebbe raccolto una notevole quantità di dati sui beni e servizi acquistati, sulle abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali.
Le proteste non si sono fatte mancare sul nuovo sistema di fatturazione, ma non certo per l'intrusione totale dell'Agenzia delle Entrate nella nostra vita privata.

Questo è il lato oscuro dei "Big Data" (leggi a riguardo l'articolo "Big Data per creare valore"). Questo è il lato oscuro della profilazione. Profilazione. Questa è la parola chiave, la parola magica. Può descrivere un comportamento corretto e rispettoso, come allo stesso tempo, può descrivere un comportamento scorretto e non curante delle persone.

Diventa fondamentale per tutti assumere nuovamente la consapevolezza che le nostre vite sono preziose. Il marketing vive di informazioni, di dati, e ci sono purtroppo consulenti di marketing che non si fanno scrupoli ad attuare azioni per raccogliere qualsiasi informazione che riguarda la nostra vita. Tutto pur di riuscire a stilare il profilo più preciso possibile dei consumatori.

Per riuscire in questo, per riuscire ad avere in ogni momento della nostra quotidianità consapevolezza di quali dati cediamo all'internet of things, è importante imparare a gestire le distrazioni ("Distrazioni? No grazie", "È nata l'economia della distrazione"), l'information overload ("Morte per information overload") e lo stress ("Stress? Si Grazie!").

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