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16 novembre 2018

  

Sintesi

Che i clienti siano soddisfatti dei servizi e/o dei prodotti che il marchio rappresenta è fondamentale. Che questi manifestino la loro soddisfazione e soprattutto la loro gratitudine non è però scontato. Il nostro lavoro deve porsi come obiettivo l'ottenere questo tipo di gratitudine p qualcos'altro? Un messaggio ricevuto via WhatsApp da un cliente mi ha ispirato questa riflessione, che penso possa valere per chiunque, qualsiasi lavoro svolga.

 

A differenza di molte altre professioni, il lavoro di un consulente di marketing offre la possibilità non solo di affiancare il cliente, ma di essere per tutto il tempo in cui lo si segue nel raggingimento degli obiettivi, un membro a tutti gli effetti della sua realtà imprenditoriale.
Successi ed insuccessi, gioie e dolori, sono come fossero i tuoi.

Come tutti anche io ho giornate buone e giornate un po' meno buone. In particolar modo i momenti in cui un cliente ti fa capire che è soddisfatto del lavoro che hai svolto non sono così frequenti. Questo non perché i progetti di marketing sviluppati di BrioWeb non raggiungano gli obiettivi prefissati, ma perché in generale non siamo abituati a ringraziare ed apprezzare il lavoro degli altri.

I servizi e/o i prodotti offerti da un fornitore, per il fatto stesso che sono pagati, devono assolvere al loro compito. Di conseguenza quando questi rispondono alle nostre aspettative li vediamo come qualcosa di "dovuto", di scontato.
Questo non è sbagliato, anzi è corretto ed incontestabile. Nonostante questo, ci sono persone che nel loro lavoro vanno ben oltre il proprio dovere. Persone che sono spinte da una passione viscerale per quel che fanno.
Persone che mettono in quello che fanno quel "qualcosa in più".

Non sempre i clienti percepiscono questo "qualcosa in più", e soprattutto non sempre ringraziano e manifestano il fatto che apprezzano questo "qualcosa in più".

Ci sono però giorni in cui arriva un messaggio in WhatsApp in cui in modo molto semplice ma "potente" un cliente ti dice che il sito funziona e ti ringrazia per quello che stai facendo. Quella non è semplicemente una buona giornata, è un momento che si fissa nel tempo. È un momento speciale da vivere. Perché comprendi che tutte le energie e la passione che metti in quello che fai hanno fatto la differenza per qualcuno.

Quel momento speciale che si fissa nel tempo ti carica di energia e soprattutto ti da la motivazione per andare avanti, ti da la forza per continuare a mettere tutto te stesso in quello che fai.

Lo aveva già capito Lao Tzu. Se è vero che un albero che cade fa molto più rumore che un'intera foreste che cresce, è altrettanto vero che l'energia e la forza vitale di un'intera foresta che cresce, per quanto silenziosa, è un'onda energetica inarrestabile.

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La prima volta che mi è capitato di provare la sensazione che si ha nel percepire quest'energia, un'energia che pervade ogni cellula del corpo, ho pensato ad un passaggio di un romanzo letto da adolescente. Un passaggio il cui significato ho impiegato molto tempo a comprendere. Un passaggio che oggi ritengo davvero illuminante.

"No, non mi piace il lavoro. Preferirei poltrire pensando a tutte le belle cose che si possono fare. Non mi piace il lavoro - a nessuno piace - mi piace quel che c' è nel lavoro, scoprire se stessi."

Da ragazzo, quando lessi per la prima volta "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad, la mia mente si focalizzò sulla prima parte del passaggio, e cioè sul fatto che Charlie Marlow, il personaggio di Conrad, non amava lavorare.

Poi nel corso del tempo, ho compreso invece quanto nel lavoro ognuno di noi, non solo trova la propria dignità di persona, ma di fatto ha la possibilità di comprendere se stesso, i propri limiti, le proprie passioni. Ha la possibilità di realizzare se stesso e dare un significato alla propria vita.

Come infatti ho scritto nell'articolo "Yugen e il senso della vita", sentire che la propria vita ha un senso è fondamentale. La soddisfazione di un cliente per il lavoro che hai svolto è una fonte di grande gratificazione ed di una grande energia rivitalizzante.

A questo punto dobbiamo però comprendere che il fine ultimo del nostro lavoro non deve essere la gratificazione del cliente. Questa infatti, nonostante il nostro buon lavoro, potrebbe non arrivare, e non arrivando potremmo invece arrivare la delusione.
Dedicarsi con tutto se stessi al prorio lavoro, è prima di tutto un dovere nei nostri confronti, perché ci offre la possibilità di scoprire chi siamo, di comprendere ed avere consapevolezza di noi stessi.

Se comprendiamo che dare il massimo nel lavoro è prima di tutto un dovere nei nostri confronti, se seguiamo questa strada, potremmo attingere ad un'energia vitale che non solo ci farà bene, ma si riverserà anche sulle persone che ci stanno attorno, sui colleghi e soprattutto sui nostri clienti.

Se rendiamo questa visione della nostra vita e del nostro lavoro concreta, la conseguenza sarà che il nostro lavoro sarà di alta qualità ed i nostri clienti ne saranno soddisfatti. Questa soddisfazione non tutti la manifesteranno apertamente, ma la consapevolezza di aver dato noi stessi ci sosterrà e ci darà forza fino al prossimo cliente che ci manifesterà la propria gratitudine.

WhatsApp - Francesco BrioWeb Russo Consulente Marketing | Neuromarketing | Coaching | Leadership | Venezia
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