Yugen e il senso della vita

17 ottobre 2018

  

Sintesi

Chi percepisce un senso nella propria esistenza è più felice e gode di maggiore salute mentale. Dare un significato alla propria vita ha dunque un effetto più duraturo rispetto alla ricerca del piacere.

 

Questo articolo è nato dopo una lunga riflessione. Una riflessione che è scaturita da una specifica richiesta di un cliente: sviluppare un seminario formativo per i dipendenti dell'azienda che desse loro uno stimolo a domandarsi sul significato della propria realtà lavorativa.
Attraverso lo stimolo ad una nuova consapevolezza di se stessi e degli altri.

Obiettivo? Far si che l'azione di ogni singolo membro contribuisca a migliorare il clima aziendale, e di conseguenza, che questo possa permettere in modo più agevole e veloce il raggiungimento degli obiettivi di marketing.

Come stimolare la ricerca di un nuovo senso alla propria quotidianità? Una domanda la cui risposta non è affatto così scontata. La ricerca della risposta si è trasformata così in una stimolante riflessione sul senso della vita.

Yūgen una nuova consapevolezza

La parola giapponese yūgen esprime un concetto molto importante dell'estetica tradizionale giapponese. Ovviamente il suo significato cambia in base al contesto in cui la parola si trova. In generale però la parola yūgen esprime una particolare esperienza della realtà, del mondo in cui viviamo.

Per comprendere il significato di questa parola prova a pensare a cosa hai provato fermandoti in riva al mare ammirando un tramonto. O quando hai ammirato prati fioriti che si estendono a perdita d'occhio.

O ancora, se la montagna è la tua passione, ti sarà successo di camminare per un bosco perdendo il senso del tempo e vagando tra gli alberi senza pensare a un possibile ritorno a casa. O pensa a quando guardando un cielo luminoso tinteggiato di soffici nuvole bianche, hai vagato con la tua mente perdendo il senso del tempo.

Mentre si è immersi nel guardare il cielo stellato in una tiepida notte d'estate è facile farsi prendere da una sensazione di stupore e meraviglia.

La parola yūgen esprime proprio quel senso di stupore e meraviglia che proviamo quando prendiamo consapevolezza del mistero del mondo che ci circonda. Quando proviamo un senso profondo di bellezza, beatitudine e pace. Yūgen descrive quella sensazione che proviamo quando ci sentiamo in comunione con l'universo. Quando percepiamo che siamo tutt'uno con ciò che ci circonda.

Il senso della vita

Dopo i primi momenti di meraviglia, di fronte a questo tipo di esperienza spesso capita che in noi sorga una domanda: può davvero avere significato la nostra breve esistenza sulla Terra di fronte all'immensità del mondo che ci circonda?

Si tratta di una domanda che in molti si sono posti. Una domanda che è ben più di un mero esercizio di filosofia. Le neuroscienze oggi ci permettono di capire che fare esperienza del significato della propria esistenza, sperimentare ciò che esprime la parola yūgen, apporta notevoli benefici alla nostra vita quotidiana.

Gli studi infatti mostrano che chi pensa che la propria vita abbia un senso è più felice, più ottimista, meglio integrato nella società e in grado di resistere maggiormente allo stress, con la conseguenza che si ottengono effetti positivi sulla salute.

Creare un ambiente di lavoro che stimola è importante per far crescere il business di un'azienda. Non a caso realtà come Microsoft® (vedi l'articolo "Growth mindset") prestano attenzione allo sviluppo di un ambiente che favorisca la creatività e la crescita personale.

La conseguenza diretta di un ambiente aziendale che favorisce la crescita delle persone è una condizione fondamentale per permettere a qualsiasi azione di marketing di raggiungere i propri obiettivi. Come ho illustrato negli articoli "Le minacce interne al marketing" e "Chiarezza, energia successo" l'azione di marketing non si limita esclusivamente alle azioni che si compiono per raggiungere i potenziali fruitori del marchio, ma anche tutte le azioni che si compiono per far funzionare al meglio l'azienda al suo interno.

Secondo lo psicologo canadese Paul Fairlie, il livello di significato percepito nel lavoro è il fattore di maggior rilievo nel determinare quanto ci si impegna nella professione e quanto si è contenti del proprio impiego, un fattore molto più rilevante dello stipendio o del rapporto con superiori e colleghi.

Questo può anche essere controproducente. Infatti se investiamo forti aspettative nel lavoro che poi non si realizzano subentra la delusione con la conseguente caduta delle performance. Diventa quindi molto importante trovare un equilibrio in quelle che sono le fonti che alimentano il nostro senso della vita.
Infatti le ricerche dimostrano che più "sensi" che appartengono a categorie differenti (vedi il box) permettono una maggiore soddisfazione ed un equilibrio nella nostra vita.

Le 26 fonti di senso della vita

Secondo la psicologa Tatjana Schnell

Autotrascendenza verticale
- Spiritualità
- Religiosità esplicita

Ordine
- Morale
- Tradizione
- Solidità
- Ragione

Autotrascendenza orizzontale
- Salute
- Generosità
- Impegno sociale
- Conoscenza di sé
- Legame con la natura

Benessere proprio e della comunità
- Amore
- Armonia
- Assistenza
- Comunità
- Benessere
- Divertimento
- Consapevolezza

Autorealizzazione
- Sfida
- Libertà
- Servizio
- Sapere
- Creatività
- Potere
- Individualismo
- Sviluppo

In sintesi non è importante trovare il senso della propria vita in tanti elementi della stessa categoria. Ma in più elementi appartenenti a categorie differenti. Ad esempio per quel che mi riguarda trovo nella "spiritualità" (Autotrascendenza verticale), nella "creatività", nel "sapere", nella "libertà", nella "sfida" (Autorealizzazione), nella "consapevolezza", nell'"armonia", nel "divertimento" (Benessere proprio e della comunità), nel "legame con la natura", nella "conoscenza di sé" (Autotrascendenza orizzontale) e in altri punti lo stimolo per ricercare il senso della mia vita.

Le felicità non basta

Negli ultimi mesi sui principali quotidiani nazionali sono apparsi differenti articoli dedicati alla "nuova" figura del "manager della felicità", il cui compito dovrebbe essere quello di garantire uno stato di benessere dei dipendenti.

Come in realtà gli studi hanno dimostrato, e come abbiamo oramai capito, la felicità da sola non è sufficiente a garantire uno stato di soddisfazione nelle persone. In altre parole, il senso della vita di una persone non è riconducibile solo alla mera felicità.

Ecco perché è fondamentale avere una visione onnicomprensiva, quasi olistica, dell'azienda. Ed ecco perché in queste pagine mi sono spesso soffermato sull'importanza di avere una visione onnicomprensiva nella sviluppo di una strategia di marketing.

Ciascuno di noi si crea il proprio senso della vita. In oltre le ricerche hanno dimostrato che vale un principio. Più fonti di senso della vita abbiamo e più siamo appagati. Ancora più importante è che le varie fonti appartengano ad ambiti diversi (vedi il box riportato in questo articolo).
Sembra che per il benessere psicologico e il livello di soddisfazione rispetto alla propria vita sia più conveniente attingere ad almeno tre dimensioni diverse.

Le 4 caratteristiche del senso della vita

Il primo ad occuparsi da un punto di vista scientifico del senso della vita è stato lo psicologco Viktor Frankl, che credeva che la molla dell'uomo fosse proprio la ricerca di un senso della vita.

Nel corso degli anni gli studi sembrano aver reso inequivocabile un aspetto. Le persone nel ricercare un senso della vita, prediligono il benessere e la salute, anche se questa ricerca porta ad una vita meno "comoda". Questi aspetti sembrano essere più importanti di una vita basata su una felicità rapida e superficiale.

Il senso della vita si può individuare in quattro caratteristiche comuni. La significatività, che vuol dire che ciò che facciamo non è irrilevante, ma rappresenta una differenza per la nostra vita. L'appartenenza, vale a dire la sensazione di avere un proprio posto nel mondo. Hanno poi un ruolo fondamentale la coerenza, una vita percepita logica, regolare, a posto, ed infine l'orientamento, ossia sapere quali sono i valori e gli obiettivi a cui si punta.

In conclusione

Il bisogno di fare chiarezza sul senso della vita è qualcosa che ognuno di noi sente. Non a caso il mondo occidentale ha visto all'aumentare del benessere l'aumento di pellegrinaggi ed più in generale di esperienze di "spiritualità".

Non è un caso infatti che l'illustratore Steve Cutts ha chiamato "happiness" un suo cortometraggio. In cui noi tutti siamo descritti come topi impegnati in una corsa frenetica alla ricerca di una felicità che di fatto non è in grado di dare un senso alla nostra vita.

Le 26 fonti di senso della vita

Secondo la psicologa Tatjana Schnell

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Autotrascendenza verticale
- Spiritualità
- Religiosità esplicita

Ordine
- Morale
- Tradizione
- Solidità
- Ragione

Autotrascendenza orizzontale
- Salute
- Generosità
- Impegno sociale
- Conoscenza di sé
- Legame con la natura

Benessere proprio e della comunità
- Amore
- Armonia
- Assistenza
- Comunità
- Benessere
- Divertimento
- Consapevolezza

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- Sfida
- Libertà
- Servizio
- Sapere
- Creatività
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