La spada e la seta

28 settembre 2018

  

Sintesi

La storia di un giovane docente di inglese che nei primi anni Ottanta si trova a coronare un sogno. Dedicarsi allo studio della arti marziali in Cina sotto la guida di differenti maestri. Una storia divenuta prima un libro e poi un film, che offre numerosi spunti di riflessione per la propria crescita, non solo personale ma anche professionale.

 
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Autore: Mark Salzman
Titolo: La spada e la seta
Sottotitolo: Le straordinarie avventure in Cina di un giovane maestro di arti marziali
Editore: Neri Pozza Editore

Viaggiare, visitare Paesi che non si conoscono, soprattutto se si tratta di luoghi molto lontani (non solo dal punto di vista geografico ma anche culturale), permette di ampliare a dismisura la nostra visione del mondo. La prima conseguenza di questa "apertura mentale" è l'acquisizione della capacità di valutare i problemi da punti di vista differenti e riuscire a usare il salto di paradigma a proprio piacimento (sul tema puoi leggere i seguenti articoli "Perché un buon leader deve leggere libri di fantascienza", "Mancanza di tempo? Forse non metti a fuoco!" e "Il potere del marketing sulla realtà").

Nei primi anni Ottanta la Cina sta vivendo un momento di trasformazione socio economico che le permetterà di divenire la potenza economia che oggi conosciamo. È sullo sfondo di quegli anni di cambiamento che Mark Salzman vive la sua avventura.

Nel suo libro dipinge una Cina per certi aspetti molto lontana e per altri ancora attuale. Una Cina dove l'acquisto in contanti di una bicicletta da parte di uno straniero equivale ad entrare in una concessionaria di un Paese occidentale e comprare una Porche in contanti.
Una Cina in cui, come allora, ancora oggi gran parte della popolazione (soprattutto quella contadina) vive uno stato di grande povertà. Un Paese dalla grande ricchezza culturale ma allo stesso tempo segnata profondamente dalla rivoluzione culturale attuata da Mao.

In questo scenario è il Wu Shu ad essere uno dei protagonisti del libro. Con il termine Wu Shu in Cina si intendono tutti le arti marziali. Mentre in Occidente si identificano il Kung Fu, lo Shaolin, il Taijiquan, il Wing Chun come "arti marziali" indipendenti l'una dall'altra, in Cina queste sono viste come degli stili, come delle varianti della medesima disciplina.

Sono proprio gli insegnamenti che l'autore trae dai maestri di Wu Shu con cui si confronta che possiamo trarre molti spunti e riflessioni per la nostra vita quotidiana e soprattutto professionale.

Il Gong Fu (Kung Fu): duro e lungo lavoro

Il primo spunto è comprendere il vero significa del termine "Gong Fu". Normalmente con il termine "Gong Fu" (anche scritto "Kung Fu") si intende proprio la pratica dell'arte marziale cinese (quella resa celebre dai film di Bruce Lee).

Il significato della parola in lingua cinese invece è tutt'altro. Con il termine "Gong Fu" si intende l'abilità raggiunta da una persona in una particolare attività. Abilità che si acquisisce con un duro e lungo lavoro ripetuto nel corso del tempo.

Per eccellere in qualasiasi ambito e professione è necessario non solo dedicare tutte le proprie energie senza mai risparmiarsi, ma anche e soprattutto comprendere che l'eccellenza richiede tempo.
Il primo insegnamento delle arti marziali, e più in generale di tutte le discipline sportive, è che il "successo" può essere raggiunto solo attraverso impegno e sacrifici.

Il nostro stile di vita ci condiziona a voler conseguire qualsiasi risultato all'istante. La realtà è che il raggiungimento di un obiettivo, qualsiasi esso sia, richiede tempo e soprattutto il passaggio attraverso gli errori che inevitabilmente commettiamo.
Questo assunto vale anche per il conseguimento degli obiettivi di un qualsivoglia business. Nonostante il web abbia permesso di "velocizzare" le interazioni tra un marchio ed il suo fruitore, portare al successo un brand o consolidare i risultati che ha raggiunto, richiede duro lavoro e tempo.

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Il maestro, ovvero il mentore

Un altro elemento che emerge dal libro di Salzman è l'importanza nella cultura cinese del rapporto "allievo - maestro". La prima figura è l'insegnante Wei, che aveva il compito di aiutare l'autore nello studio della cultura tradizionale cinese.

Oltre ad insegnare a Salzman la cultura cinese se ne prende cura con un atteggiamento quasi materno: "...come può mai pensare di capire tutto? Ha soltanto ventidue anni! È così lontano da casa, e io sono la sua insegnante; se non mi preoccupo io per lei, non si sentirà solo?".

Tra i molti maestri di arti marziali presso i quali Salzman studia il Wu Shu, ne spicca uno: il maestro Pan Qing Fu. Reso celebre dalla sua partecipazione al primo film interpretato da Jet Li: Shaolin Temple.
Vera e propria celebrità nazionale, il maestro accetta di insegnare a Salzman il suo Wu Shu. Tra i due nascerà inevitabilmente un forte legame e si instaura un rapporto che permetterà ad entrambi di crescere.

La prima cosa che il maestro Pan insegnerà al giovane sarà il concetto di chī kǔ, del "masticare amaro", cioè dell'importanza del duro lavoro per poter raggiungere i risultati voluti. In secondo luogo insegnerà al giovane allievo un altro importante aspetto: "...tieni soltanto a mente una cosa: se tu non ce la fai" - e qui fece una pausa per assicurarsi che capissi bene - "io perdo la faccia"..

Un mentore infatti dedica tempo ed energie ai propri allievi, i quali devono comprendere l'importanza ed il valore degli sforzi compiuti da quest'ultimo. Coltivare il rispetto è fondamentale. Non può esistere un rapporto allievo maestro senza il rispetto e la fiducia reciproca.

Un rispetto così radicato che quando Salzman si troverà a chiedere ad un insegnante del dipartimento di arte e cultura dela scuola per insenganti dell Hunan, di assisterlo negli allenamenti nei lunghi periodi di assenza del maestro Pan quest'ultimo gli risponderà: "...se sapesse che studia con me, penserebbe che lei non è soddisfatto e si sentirebbe insultato, perché io sono un insegnante come tanti altri. Per favore, facciamo in modo che resti un segreto tra noi.".

Il rapporto che si instaura tra il titolare di un'azienda (o il responsabile di un reparto di quest'ultima) ed i dipendenti, o meglio i propri collaboratori, è pari al rapporto maestro-allievo.
I dipendenti devono avere fiducia nel proprio titolare senza dover porrsi troppi perché sulle istruzioni ricevute, il quale deve essere un guida e non abusare del proprio ruolo (leggi a riguardo l'articolo "Autorità o Autorevolezza?").

Questo rapporto è stato reso celebre e sintetizzato perfettamente da una delle scene più famose del cinema degli anni Ottanta.

La tradizione

Un ultimo elemento di spunto (tra i tanti offerti da questo volume) è l'importanza che la tradizione svolge oggi nella vita quotidiana di ognuno di noi. Salzman, come ogni allievo di arti marziali, ad un certo punto si pone una domanda. Perché studiare le arti marziali oggi? Perché studiare una disciplina marziale visto che non si ha la voglia ne l'obiettivo di combattere contro qualcun'altro?

In un momento storico in continua evoluzione, in cui apparentemente le relazioni tra le persone stanno evolvendo alla stessa velocità della tecnologia, è fondamentale non dimenticare quanto la tradizione e il nostro passato, siano fondamentali.

In molti articoli in questo blog mi sono concentrato su quanto siano importanti le relazioni umane per il successo di una qualsiasi strategia di marketing. Tra questi puoi leggere "Marketing, relazioni umane e Home Depot", "Simpatia o empatia per il successo?", "7 abitudini per un marketing efficace" e "Altruismo & Marketing".

Più la tecnologia si diffonde in ogni ambito della nostra quotidianità e più è importante sviluppare ed approfondire le nostre capacità di relazione. La nostra capacità di ascolto sarà sempre più fondamentale ed importante.

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